17.10.2026 Diario a gocce
Un sabato torrido. Fa troppo caldo per fare qualunque cosa. Quindi riduciamo le azioni al minimo indispensabile e aumentiamo a dismisura le chiacchiere. A turno qualcuno prepara l’ataya e tutti gli altri parlano e parlano di tutto e di niente. Da tarda mattinata a sera passo tutta la giornata a ascoltare, parlare e bere ataya. Ogni due/tre ore mi sposto, dal centro di Dakar alla periferia. Incontro amici, volontari e altri conoscenti e parenti assortiti. Il tour termina a casa di Seydou dove suo fratello maggiore ha organizzato un incontro con i suoi amici del quartiere. Li trovo, numerosi, seduti su stuoie colorate, vestiti a festa, che parlano e parlano. Si conoscono da oltre cinquant’anni… e continuano a vedersi così, per stare insieme. A guardarli sento e mi appare evidente la distanza abissale che ci separa da noi del cosiddetto primo mondo.


