10/12/2015


Durante la mattinata abbiamo affrontato una sfida che ci ha messo a dura prova: fare i lavoretti di Natale con i bimbi di 6 anni. La loro super eccitazione ci ha reso pi? difficile il lavoro; venti bimbi urlanti ?tat? Elis?, tat? Man??, impazienti di decorare la loro stellina…all’ora del pranzo eravamo cotte, ma ci siamo rifocillate con un buon thieboudienne rouge.

Dopo la siesta, passata a ricalcare e tagliare stelline, abbiamo fatto i lavoretti con la seconda elementare; d’un tratto siamo stati sorpresi da una musica di djemb? e seguendo il loro suono siamo scese in cortile dove abbiamo trovato tutti i bimbi che ballavano seguendo le indicazioni di Samba e del maestro di musica. Vedere dei bimbi cos? piccoli ballare in quel modo, cos? sentito, quasi viscerale ? sempre emozionante e sorprendente.
Ma la giornata ci ha riservato un’altra bellissima sorpresa: uscendo nel cortile d’ingresso per prendere una boccata d’aria, osserviamo un gruppo di bambini della scuola che gioca a calcio: dribblano, scartano l’avversario e segnano goal con capriola annessa. Imitano i grandi professionisti, e lo fanno benissimo, ma c’? qualcosa di strano, qualcosa che manca…ah si, manca il pallone. Vabb?, sembra che non sia cos? necessario, i bimbi si divertono tantissimo. La fantasia e il loro spirito di adattamento li porta a trovare una soluzione in qualsiasi situazione.
Pi? tardi siamo andate al mercato di Grand Dakar per comprare le stoffe tipiche senegalesi: la wax e Hi-Target. Finalmente un mercato tipico senegalese frequentato quotidianamente dai locali, eravamo infatti gli unici toubab; oltre alle stoffe dai mille e pi? colori abbiamo comprato fiori essiccate di ibisco per preparare il bissap (bevanda tipica senegalese).

Eli, Manu&Mao

Finita la riunione io eMaurice abbiamo parlato con Fatou del campo di vacanza, essendo lei pratica di colonie estive; ci saranno attivit? in condivisione tra toubab (termine che significa bianco in wolof) e senegalesi, animazione, sport, piccole rappresentazioni teatrali e mille altre cose.
Dopo quest’incontro io, Maurice, Valentina e Samba siamo andati a salutare le persone che vivono nella baraccopoli di Medina (il quartiere dove abitano alcuni bambini dell’asilo).
In mezzo alle tante persone che vi vivono all’interno, ai sorridenti bambini, all’accoglienza delle donne, prendono vita in noi tanti pensieri, ma soprattutto tutto ci? che ci circonda, lo stare qui, l’asilo, la scuola, si vestono di nuovo valore, ed ? un’emozione che ci accompagna fino alla sera, fin dentro l’ultimo pensiero pesante e felice prima di addormentarci. Sono questi momenti, questi incontri a volte a fare la differenza, a regalarci quel qualcosa in pi? che ci si porta al ritorno da questi viaggi.

Eli&Vale

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