Lotta all’Aids tra percentuali e pregiudizi


Gioved? 25 Giugno, la dott.ssa Safietou Thiam, Segretaria Esecutiva del CNLS ,il Consiglio Nazionale di Lotta contro l?AIDS, ha presentato una serie di dati per fotografare la situazione in Senegal e avanzare alcune proposte per raggiungere l?obiettivo di dimezzare, entro il 2017, il numero di ?infettati?, come vengono gentilmente appellati chi contrae il virus Hiv nel paese della Terranga (ospitalit?).

I dati stimano 43.000 ammalati di Aids nel paese, che corrisponde allo 0.7% su scala nazionale. Di questi 43000, il CNLS dichiara che il 19,5% sono omosessuali maschi, 18,5% prostitute femmine, il 5% consumatori di droga, 1,5% detenuti e 1,4% camionisti (?).

Grande risalto ? stata data alla percentuale relativa agli omosessuali, i nemici pubblici numero uno, accusati di tutti i mali possibili e immaginabili. Nell’immaginario collettivo e nelle dichiarazioni di tanti politici, opinionisti e guide religiose, sono loro che corrompono la societ?, sono loro che distruggono la sacralit? della famiglia e sono loro che attentano ai minori. Se poi risultano anche i pi? ammalati di AIDS si rafforzano ulteriormente tutti i peggiori preconcetti e pregiudizi. Purtroppo non ? una novit? in un paese dove chi viene sorpreso ad intrattenere rapporti sessuali con una persona dello stesso sesso finisce in carcere duro con l?accusa penale di ?atti contro natura?.

La dott.ssa Safietou Thiam va oltre e precisa che mentre nelle citt? del centro e del nord del Senegal la percentuale di ammalati si aggira intorno al 0,7% (cita ad esempio la citt? di Diourbel) a Sud nella Casamance nei dipartimenti di K?dougou  sale a 1,9% arrivando al 2,4% di Kolda.

A suo parere, la responsabilit? di questa escalation nei dipartimenti della Casamance ? della Guin?a Bissau, paese confinante, con il suo 5% di ammalati di AIDS su scala nazionale.

Dopo questa affermazione rigorosamente ?scientifica? tutto (e il contrario di tutto) pu? essere. Sar? per questo che nelle statistiche fornite dal CNLS appaiono i camionisti?

Le azioni intraprese fino ad oggi per rallentare la diffusione del virus sono soprattutto tre: distribuzione annuale di 15 milioni di preservativi maschili e 40 mila femminili attraverso il circuito delle Farmacie Nazionali di Approvvigionamento (PNA), campagne di sensibilizzazione e atelier informativi soprattutto nei centri urbani e battage sui mass media nazionali per contrastare il fenomeno dell?emarginazione di chi ha contratto il virus con testimonial del mondo dello sport e dello spettacolo.

I risultati di queste tre azioni non sono ancora molto visibili in un paese dove l?uso del preservativo ? ancora oggi considerato un enorme tab? religioso e culturale. In pi? i fondi dedicati a quella che viene spesso indicata come la ?principale pandemia che minaccia la salute del Senegal?, (dimenticandosi stranamente della malaria) risultano di anno in anno sempre inferiori.

Persino il CNLS, composto da 100 persone, tra dirigenti, personale sanitario e operatori che dal 2011 al 2014 ha potuto usufruire per coprire i suoi costi di funzionamento di un budget annuo di 27 milioni di F Cfa (circa 42.200 euro), dovr? cavarsela a partire da fine giugno 2015 fino al 2017 con 10 milioni di F Cfa (poco pi? di 15.200 euro).

La dott.ssa Safietou Thiam coglie l?occasione per annunciare pubblicamente i tagli necessari del personale del CNLS. Nonostante questa nota dolente la Segretaria esecutiva si mostra ottimista sul prossimo futuro. Le azioni intraprese fino a qui verranno potenziate e rese pi? efficaci, anche se risulta oscuro come riusciranno a farlo nella pratica.

Maurizio Polenghi

Finita la riunione io eMaurice abbiamo parlato con Fatou del campo di vacanza, essendo lei pratica di colonie estive; ci saranno attivit? in condivisione tra toubab (termine che significa bianco in wolof) e senegalesi, animazione, sport, piccole rappresentazioni teatrali e mille altre cose.
Dopo quest’incontro io, Maurice, Valentina e Samba siamo andati a salutare le persone che vivono nella baraccopoli di Medina (il quartiere dove abitano alcuni bambini dell’asilo).
In mezzo alle tante persone che vi vivono all’interno, ai sorridenti bambini, all’accoglienza delle donne, prendono vita in noi tanti pensieri, ma soprattutto tutto ci? che ci circonda, lo stare qui, l’asilo, la scuola, si vestono di nuovo valore, ed ? un’emozione che ci accompagna fino alla sera, fin dentro l’ultimo pensiero pesante e felice prima di addormentarci. Sono questi momenti, questi incontri a volte a fare la differenza, a regalarci quel qualcosa in pi? che ci si porta al ritorno da questi viaggi.

Eli&Vale

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