Pour la Vie


Arrivati a Dakar e superato il primo impatto con gli ?assistenti ai bagagli? ci sentiamo subito a casa, soprattutto guardando video e foto della meravigliosa festa che abbiamo mancato per poche ore.

Alzati di buon ora partiamo, stringendoci un po’ perch? Momadou ? dei nostri… questa volta siamo diretti a nord!
Le strade sono decisamente pi? impegnative e troviamo il primo vero grande intoppo africano: la chiatta che doveva farci attraversare il fiume e risparmiarci qualche ora di viaggio si ? arenata… non resta che godersi il paesaggio, scattare qualche foto, armarci di tanta pazienza e allungare di circa tre ore il percorso.
Dapprima si susseguono piccoli e grandi villaggi, dove incontriamo per la prima volta il famigerato ?kancourang? col suo tipico travestimento ed armato di machete che rincorre le persone per strada, poi pian piano ci perdiamo nella foresta.
Per raggiungere il villaggio abbiamo dovuto affrontare uno sterrato che ha messo alla prova anche il nostro 4×4.
Qui l’accoglienza ? affidata direttamente ai nostri piccoli amici che, in evidente lunga attesa, ci aspettano vestiti di tutto punto, indossando le magliette che abbiamo realizzato insieme, durante il campo.
Veniamo presi in ostaggio e trascinati di casa in casa, persi tra presentazioni del parentado, strette di mano, brevi lezioni di mandingo e piccoli gesti di benvenuto (buone le arachidi appena colte…)
Chiudiamo in bellezza il nostro tour con la loro scuola (in ampliamento) e la visita a casa del maestro Filippe, pap? di Marie, nel villaggio accanto.
Lungo il percorso ci mostrano le scimmiette, il fuoco (che poi scopriamo ha distrutto parte del raccolto) e iniziano a ricordare, per episodi, ogni singolo volontario.
Partendo dall’imitazione degli scatenati buffi balli versione tekno hardcore di Micol, cantando il Samayay Faghial/La Mamma mi cura di Ilaria, e passando per Ubeku Bisisreckt di Samu, i bambini ci chiedono notizie di ciascun volontario e fanno simpatici commenti in mandingo(capivamo tutto!!).
E’ cos? tenendoci tutti per mano, circondati dagli altri bambini del villaggio, che torniamo verso la piazza, intonando canzoni e inni nazionali, imparati insieme (poropom poropom poropompompom pompom, questa li fa strippare!!)
Li completiamo la nostra visita con giochi (un deux trois soleil aka 123 stella) e un bellissimo momento di relax/chiacchiere sulla stuoia dove, tra una foto e l’altra fatta o subita, abbiamo capito che i bambini hanno condiviso con famiglie ed amichetti tutti i momenti del campo, motivando gli altri a dare il massimo a scuola per poter vivere la stessa esperienza.
Una frase tra tutte ci si ? scolpita nel cuore, alla domanda: allora ti ricordi?? la risposta ? stata ?Oui, Pour la vie? (cit. Lassan) 
Travolti da tanta bellezza visitiamo il Dispensario, qui gi? operativo ma un po’ in deficit di medicinali, e tra gli abbracci e i saluti, ripartiamo ignari….
Decisi ci dirigiamo verso la chiatta ma scopriamo, un po’ tardi, che ancora non si passa.
Allora si torna indietro e all’altezza di Kolin ci fermiamo con un ruota a terra… e il pomeriggio era inoltrato….
I tecnici risolvono gonfiando la ruota con una pompa da bicicletta e noi fiduciosi rimontiamo in macchina notando la quasi riserva, grazie anche all’accompagnamento radiofonico del DJ rinominato da noi Jimmy Sbatta che passava messaggi ottimistici parlando alla mamma della tipa che l’aveva caricato di corna in quanto carina??!! Il messaggio ? sposate cessi….
Con il nostro portafortuna From Siro in macchina, la gomma regge circa 15 min, giusto il tempo di ritrovarci di nuovo nel nulla…. e si fa sera…
Grandi manovre, abbiamo dovuto anche negoziare per convincere lo Chaffeur a lasciarci stringere i bulloni….
Credevamo veramente di non farcela ma, alla fine, nelle tenebre, arriviamo a Ziguinchor dove recuperiamo una camera e dopo un gradevole concertino molto local, collassiamo….
Elena&Roberto

Finita la riunione io eMaurice abbiamo parlato con Fatou del campo di vacanza, essendo lei pratica di colonie estive; ci saranno attivit? in condivisione tra toubab (termine che significa bianco in wolof) e senegalesi, animazione, sport, piccole rappresentazioni teatrali e mille altre cose.
Dopo quest’incontro io, Maurice, Valentina e Samba siamo andati a salutare le persone che vivono nella baraccopoli di Medina (il quartiere dove abitano alcuni bambini dell’asilo).
In mezzo alle tante persone che vi vivono all’interno, ai sorridenti bambini, all’accoglienza delle donne, prendono vita in noi tanti pensieri, ma soprattutto tutto ci? che ci circonda, lo stare qui, l’asilo, la scuola, si vestono di nuovo valore, ed ? un’emozione che ci accompagna fino alla sera, fin dentro l’ultimo pensiero pesante e felice prima di addormentarci. Sono questi momenti, questi incontri a volte a fare la differenza, a regalarci quel qualcosa in pi? che ci si porta al ritorno da questi viaggi.

Eli&Vale

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