Direzione Gonum


Dopo una ricca colazione locale a base dell’unica marmellata con semi giganti, ci avventuriamo verso l’entroterra della Casamance.

Attraversati villaggi e finiti in mezzo a folli acclamanti, sempre in coda al presidente, arriviamo nella piazzetta di Gonum, dove ad attenderci ci sono gli adulti del villaggio con l’amico Momodou, accompagnatore dei bambini allo scorso campo estivo.
D’altronde siamo arrivati in pieno orario scolastico, sfruttiamo l’intervallo per conoscere l’?quipe della scuola locale, con la quale collaboriamo per la realizzazione dei campi estivi. ? qui che capiamo quanto anche gli insegnanti ritengano importante l’esperienza del campo. Concludiamo l’incontro confrontandoci sulle loro piccole grandi difficolt? quotidiane (qui mancano addirittura i gessetti!).
Gi? durante la riunione abbiamo visto spuntare curiose testoline amiche, che siamo corsi ad abbracciare non appena salutato gli insegnanti. Tra presentazioni di fratelli, sorelle e amici, i bambini ci chiedono notizie degli altri volontari… ? bello vedere come anche hanno mantenuto vivo il ricordo! 
Visitato quello che, ci auguriamo al pi? presto, diventer? il dispensario del villaggio affrontiamo un’impegnativa, non per noi, riunione con gli adulti di Gonum. Nella teatralit? e cerimonialit? di questa riunione abbiamo capito quanto sia indispensabile, non solo per questioni linguistiche, coinvolgere volontari locali, in questo noi abbiamo i migliori: Momodou e Amady!
Ci rinfreschiamo con degli ?aranpompelm? e ci lasciamo guidare di casa in casa per conoscere le famiglie e gli amici dei bambini. Qui casa ?: fresca, aperta ma sicura, accogliente e spesso condivisa vuota di cose ma viva, sia dentro che fuori.
Accompagnati da un corale e ripetitivo ?tchiao? salutiamo tutti, con la speranza di rincontrarli al pi? presto. 
Dopo un tranquillo rientro e una cenetta in un ristorante gremito della cr?me della politica senegalese decidiamo di concludere la serata nel modo pi? tipico: ataya! Ma questa volta a casa dello chaffeur Abou, che ci scorrazza in giro per la Casamance da due giorni. 
Due amici, divani molto comodi, e tra discorsi su macchine di lusso e video di rumba congolese ci spegniamo, chi pi? chi meno, in vista della levataccia di domani…..

Elena&Roberto

Finita la riunione io eMaurice abbiamo parlato con Fatou del campo di vacanza, essendo lei pratica di colonie estive; ci saranno attivit? in condivisione tra toubab (termine che significa bianco in wolof) e senegalesi, animazione, sport, piccole rappresentazioni teatrali e mille altre cose.
Dopo quest’incontro io, Maurice, Valentina e Samba siamo andati a salutare le persone che vivono nella baraccopoli di Medina (il quartiere dove abitano alcuni bambini dell’asilo).
In mezzo alle tante persone che vi vivono all’interno, ai sorridenti bambini, all’accoglienza delle donne, prendono vita in noi tanti pensieri, ma soprattutto tutto ci? che ci circonda, lo stare qui, l’asilo, la scuola, si vestono di nuovo valore, ed ? un’emozione che ci accompagna fino alla sera, fin dentro l’ultimo pensiero pesante e felice prima di addormentarci. Sono questi momenti, questi incontri a volte a fare la differenza, a regalarci quel qualcosa in pi? che ci si porta al ritorno da questi viaggi.

Eli&Vale

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