Diario di Popenguine 16/08-17/08-18/08


Pronti , partenza , via : si va al mare ! Caricati fino all’inverosimile con pesce e computer sul tetto ci avviamo alla volta di Popenguine al ritmo di jamb? e canzoni che ormai sono entrate nel nostro zainetto personale e verranno a casa con noi . Dal finestrino si susseguono immagini contraddittorie come contraddittorio ? questo paese : a destra l’imponente banca senegalese,

a sinistra terra rossa e baracche . 3 2 1 siamo sull’oceano! Occhi spalancati e increduli di potersi gettare in una distesa azzurra e spumeggiante che per alcuni non si ? mai vista. Programma alla mano e prima del grande tuffo, cerimonia di apertura delle mini olimpiadi con tanto di fiaccola olimpionica e spettacolo . Dritti in spiaggia , noi adulti a m? di catena umana conteniamo l’entusiasmo irrefrenabile dei nani , alcuni ci si aggrappano come a scogli in cerca di protezione , per altri esplode la gioia . Sole , sorrisi e spruzzi fino al tramonto. E dal rosso del cielo a quello del fal? veniamo avvolti dal fumo e dal calore delle fiamme . Tra queste brillano gli occhi dei bambini nei quali si specchia tutta l’emozione per un momento che chiss? quando ricapiter?: per? rimarr? marchiato a fuoco nella memoria di tutti . Per spezzare l’incanto , il secondo giorno scombussola un po’ tutti i campisti . Assistiamo infatti ad incontri del terzo tipo : il serpente, lo scorpione, le blatte formato famiglia , il camaleonte si sono aggiunti al gruppo ! Con loro si accende la prima vera giornata di olimpiadi . La competizione galoppa e la voglia di vincere ? tanta . La sera , messi a letto i pi? piccoli e stanchi e bruciacchiati dalla giornata, monitori e campisti brindano a suon di Ataye , scambiandosi idee, giochi , curiosit?. 
Ultimo giorno bello ma inteso. Noi tubab ci siamo presi un momento di relax per un pranzo in spiaggia per prepararci alla partita del secolo Italia ? Senegal ( vinta con piccolo aiutino) e per affrontare le finali delle mini olimpiadi . Nel pomeriggio, per spremerci tutti come calzini , il programma si arricchisce di visite alla riserva , al santuario e al villaggio di Popenguine , ovviamente a suon di musica , questa volta italiana .Qui assistiamo a una cosa pi? unica che rara: musulmani e cristiani condividono la stessa Yassa. 
E’ gi? ora di ripartire . Mentre avvolgiamo le zanzariere , salutiamo malinconici l’oceano rincuorati per? dall’idea di tornare a ‘casa’ a Dakar. Fa stano , ma ormai ci viene spontaneo chiamarla cos?.
E&M

Finita la riunione io e Maurice abbiamo parlato con Fatou del campo di vacanza, essendo lei pratica di colonie estive; ci saranno attivit? in condivisione tra toubab (termine che significa bianco in wolof) e senegalesi, animazione, sport, piccole rappresentazioni teatrali e mille altre cose.
Dopo quest’incontro io, Maurice, Valentina e Samba siamo andati a salutare le persone che vivono nella baraccopoli di Medina (il quartiere dove abitano alcuni bambini dell’asilo).
In mezzo alle tante persone che vi vivono all’interno, ai sorridenti bambini, all’accoglienza delle donne, prendono vita in noi tanti pensieri, ma soprattutto tutto ci? che ci circonda, lo stare qui, l’asilo, la scuola, si vestono di nuovo valore, ed ? un’emozione che ci accompagna fino alla sera, fin dentro l’ultimo pensiero pesante e felice prima di addormentarci. Sono questi momenti, questi incontri a volte a fare la differenza, a regalarci quel qualcosa in pi? che ci si porta al ritorno da questi viaggi.

Eli&Vale

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