15?e ultimo giorno in Garderie


Stamattina dopo il solito nescaf? e la brioche al cioccolato del nostro panettiere di fiducia, Lamin, ho fatto un giro nella 1?elementare e nella classe dei nani di 5 anni per fotografare gli assenti di ieri.

Dopo di che siamo usciti per delle commissioni; prima di iniziare i nostri giri siamo andati a prenderci un caff?, ma il posto in cui Mao voleva andare era chiuso, cos? ci siamo incamminati verso un altro bar; quando un signore si avvicina e ci dice che pi? avanti c’era un altro posto simile a quello, noi lo ringraziamo un po’ sorpresi del consiglio inaspettato e lui ci risponde con un sorriso dicendo ?Je suis s?n?galais?.

Siamo passati al mercato di Tilene, un posto parecchio strambo, ci sono negozi e bancarelle all’esterno sulle vie, e quello che ti viene da pensare ? che il tutto finisca l?; invece, se ti infili nei piccoli e stretti viottoli, che trovi ai lati dei negozietti, ti ritrovi immersa nel mercato interno, pieno di gente, cose da vendere e comprare, cibi di varia natura, odori, puoi godere degli orafi che intagliano bracciali, sarti intenti nel loro lavoro, e tanto altro.

Finite le commissioni siamo tornati in asilo per l’ultimo pranzo senegalese preparato dalle nostre cuoche; oggi c’era riso bianco con pesce e verdure.

Dopo pranzo abbiamo raccolto le ultime foto dei nani assenti ieri e Samba ci ha aiutati a nominare le foto con i rispettivi nomi dei bambini, un aiuto pi? che prezioso.

Arrivate le 17 la giornata in asilo finisce e oggi abbiamo salutato tutti gli insegnanti e il personale; ci sono stati scambi di abbracci, strette di mano, contatti di skype ed e-mail, sorrisi ed ?a la prochaine fois? (?alla prossima volta?).

Oltre ai saluti, abbiamo accompagnato i nani della baraccopoli a casa; ? stato un momento imperdibile ed indimenticabile.

Erano tutti attaccati alle nostre mani, addirittura litigavano anche per chi potesse avere la parte di mano pi? grande da tenere nella sua; camminavamo, quindi, con 5 o 6 nani attaccati (a mani, polsi, magliette) e gli altri che ci stavano intorno. Arrivati nella baraccopoli di Medina abbiamo salutato le mamme; alcune erano impegnato a raffinare e pestare il miglio, altre si sono messe a chiacchierare con noi, con l’aiuto di Penda, una ragazzina alla quale facciamo sostegno scolastico a distanza, che ci faceva da interprete tra wolof e francese.

Tornati in asilo abbiamo preparato le valigie, abbiamo cenato un po’ di fretta, ci siamo gustati, invece, con calma l’ultima ataya e ci siamo diretti in aeroporto con Samba, il nostro tutto fare, il guardiano dell’asilo, il nostro asso nella manica, ed Amady, il nostro super mega direttore, non si poteva trovare persona migliore per questo compito.

Grazie ad ogni persona che fa parte di tutto questo e grazie a chi ne permette l’esistenza.

Queste due settimane sono volate via in un attimo; un attimo che, per?, durer? una vita.

A’ bientot mes amis!

Eli

L’asilo che va dormire…au revoir a tout le monde

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