I DISCO DANCER


Foufana, uno dei migliori amici di Amadi, anni fa mi dispens? un consiglio preziosissimo. “Vuoi capire i senegalesi? Vuoi comprendere meglio la mentalit? e le tante contraddizioni del Senegal? Allora vieni a vederli danzare”

Aveva ragione.
Frequentandoli insieme ad Amadi, Babacar, Jean Simon, Adama e tanti altri sono riuscito a cogliere in mezzo alla musica assordante informazioni e curiosit? interessanti impossibili da registrare in tutte le altre attivit?, progetti e contesti che vivo dal 1999 in Senegal.
Da qualche tempo la formula pi? alla moda delle boite de nuit senegalesi ? sintetizzata dall’acronimo VSDL (venerd?, sabato, domenica, luned?) i giorni in cui le discoteche sono mediamente piene di giovani fino a scoppiare.
Ci sono boite de nuit di tutti i generi, forme e gusti, da quelle tradizionali dove si balla il sabar (una danza indiavolata dove le donne si scatenano in evoluzioni che sfidano la legge di gravit?) a quelle internazionali, dove l’mballax  viene mescolato a ritmi dance hip hop, da quelle frequentate a maggioranza toubab tristemente piene di prostitute appollaiate su alti sgabelli a quelle con il concerto dal vivo incluso.
La soiree danzante non inizia prima dell’una di notte e termina poco dopo le 5.00. Il prezzo varia a seconda del prestigio del locale e dal tipo di serata, oscillando da 1,50 euro fino a 7,5 euro.
Le boite de nuit sono dappertutto. Dakar ne ? piena, ma anche nei villaggi pi? lontani (raggiunti per? dalla corrente elettrica) c’? almeno un cortile all’aperto recintato da un muro di mattoni con una scritta pretenziosa, con evidenti errori grammaticali inclusi (super Klub nait special di Doudane) scarabocchiata in qualche modo, dove i giovani corrono a caccia di divertimento.
Nella boite de nuit i giovani si incontrano, evadono dalla propria realt? quotidiana magari complicata e difficile e si ritrovano uniti senza alcuna differenza o distanza, ricchi e poveri, musulmani e cattolici, giovani e meno giovani, belli e brutti. Nessuno ci pu? rinunciare. Conosco senegalesi che risparmiano due mesi per tuffarsi nelle boite de nuit almeno per una sera.
Ieri notte io e Amadi siamo andati in una boite de nuit di un villaggio vicino a Kabrousse.
Poche ore prima sulla spiaggia avevamo conosciuto Isidore, un PR scaltrissimo che ci ha convinto senza tanti giri di parole che la soiree valeva la pena. “C’? l’ambiance, ci sono le Nana, tante Nana” ammiccava Isidore.
Dopo mezzanotte ci viene a prendere a bordo di un clandeux (un taxi illegale) iper accessoriato (pelle di qualche animale sul volante, interni foderati di velluto magenta, luci intermittenti collegate all’acceleratore), facciamo tre chilometri nel nulla e sbarchiamo al Pacific Club Interntional, una casa dall’aspetto fatiscente con un ampio giardino all’ingresso.
La musica ? assordante, entrare costa 0,75 euro, c’? un via vai incredibile di giovani. Entriamo anche noi.
La pista da ballo ? in cemento, nel soffitto alcune luci stroboscopiche e un paio di riflettori illuminano a mala pena il locale pieno all’orlo di ballerini. Tutti sono vestiti a festa, alcuni indossano camice di seta alla Tony Manero, altri hanno i jeans sbragaloni hip hop style, le Nana (le ragazze) sfilano in completi aderentissimi, coloratissimi mozzafiato.
Appena faccio il mio ingresso, tutti ma proprio tutti si girano a guardarmi.
Sono l’unico bianco penso io. Per? lo sguardo incuriosito non accenna a smettere.
Sono il pi? anziano, l’unico con la barba, per giunta a tratti gi? bianca, potrei essere il padre del 75% dei ballerini presenti in sala, continuo a pensare io.
Le occhiate sempre pi? divertite continuano.
“Sei l’unico fesso che va a ballare in ciabatte” mi svela finalmente Amadi.
Ha ragionne, tutti indossano scarpe da tennis di marca, improbabili mocassini o scarpine da cenerentola con tacchi 12.
L’ambiance c’?. Tutti ballano agitati pezzi hip hop di ventanni fa. Ma questo ? nulla. Il dj vira la musica sui pezzi pi? recenti di Mballax e si scatena il delirio. Tutti iniziano a danzare rapidi facendo a gara sul miglior passo e evoluzione messa in mostra davanti a tutti.
Si dimenticano le mie ciabatte e mi sfidano in una coreografia sincopata. Perdo subito. Del resto, non ho alcuna possibilit? di gareggiare.
Contrariamente a quello che ci si pu? aspettare, i migliori ballerini sono i ragazzi. Le Nana si difendono bene ma i giovanotti hanno una marcia in pi?. Dopo mezzora di inferno sapientemente il dj introduce una serie di canzoni Zouk ( i lentoni). La pista si svuota in un attimo per riempirsi di copie che si sciolgono sulle note mielose e soffici. Esco di scena per permettere ad Amadi, un vero appassionato di Zouk, di ballare con un paio di Nana senza sentirsi in imbarazzo. E’ sposato da un paio di anni, conosco bene sua moglie Amina che studia e lavora in Francia.
E’ molto fedele e non far? nulla di compromettente. Ma lo Zouk ? lo Zouk, non pu? resistere e lo lascio danzare in pace.
Fuori nel cortile faccio amicizia in un attimo con cinque o sei ragazzoni.
Curiosi mi sommergono di domande. Li guardo affascinato. Magari qualcuno di loro ha anche partecipato alle manifestazioni di protesta represse nel sangue durante il primo turno delle elezioni presidenziali, scoppiate in ogni angolo del Senegal nel mese di febbraio. Ma i loro visi giovani e belli sembrano guardare al domani con un rinnovato entusiasmo.
Stasera rientriamo a Dakar. Domani Wade passer? il potere a Macky Sall, ufficializzando la sua nomina di quarto Presidente della Repubblica. Per festeggiare di sera in Piazza Obelisco si terr? un concerto gratuito di Youssou N’dour.
Un appuntamento imperdibile, la vera festa della vittoria.
Maurizio Polenghi


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