La Rivoluzione…. quella vera per?….


Lontano dai riflettori internazionali, il Senegal sta vivendo una stagione inedita. Il 23 giugno scorso una folla immensa e inferocita di giovani si ? riversata davanti all’assemblea nazionale costringendo il presidente Wade a ritirare la scellerata riforma costituzionale per la creazione del Vice presidente della Repubblica, una mossa nemmeno tanto ingegnosa per installare suo figlio Karim come suo successore.
Babacar mi racconta che la sera prima mentre stava partecipando ad una riunione per organizzare la manifestazione la polizia ? intervenuta arrestandolo insieme ad altri ragazzi senza alcuna motivazione.

Nelle celle di detenzione di Parcelles ha incontrato altri giovani arrestati senza aver commesso nessun reato che erano a conoscenza di altri arresti in altri quartieri della periferia di Dakar (Pikine, Malika, Ben Barack).
La notizia ? subito rimbalzata da una zona all’altra della citt? e ha innescato una prima reazione. Verso le 4 di notte un gruppo di giovani ha assaltato la villa del presidente della commissione costituente (un burattino di wade) e trovandola vuota l’ha bruciata.
Verso le 9 di mattina quest’ultimo, visibilmente scosso, ha rilasciato una dichiarazione pubblica arrogante con la promessa di proseguire nell’approvazione della riforma senza cedere ad alcuna intimidazione. La risposta ? stata quasi istantanea. L’assemblea nazionale ? stata presa d’assalto da una folla mai vista prima.
La polizia ha eretto le prime barricate. Si racconta che un giovane si sia spogliato nudo, abbia scavalcato le barricate e sia andato incontro alla polizia urlando “uccidetemi pure”. Nel giro di cinque minuti le barricate sono sparite e una delegazione di giovani ha fatto sapere ai ministri e ai deputati trincerati dentro il palazzo dell’assemblea che se avessero votato la riforma la folla avrebbe reagito di conseguenza, minacciandoli di arrivare ad atti estremi.
La tensione ? salita alle stelle fino a quando il presidente wade ha deciso di ritirare la riforma. Ndiaga mi racconta che per un attimo nella folla c’? stato una sorta di sbandamento. Molti hanno incominciato a marciare bellicosamente verso il palazzo presidenziale con l’intenzione di cacciare una volta per tutte wade. Altri si sono diretti verso le gendarmerie per liberare i giovani arrestati la notte precedente. Alla fine ha prevalso quest’ultima opzione e cos? dopo una lunga trattativa non priva di tensioni babacar e tutti i giovani arrestati sono stati liberati.

La situazione ? ritornata alla normalit? fino a quando tre giorni dopo un black out di corrente elettrica totale e prolungato ha innescato rivolte e proteste in tutti i quartieri. Nelle periferie i comuni e le sedi delle centrali elettriche sono state oggetto di devastazioni e saccheggi. Alcune ville di politici sono state prese d’assalto e incendiate. La polizia e l’esercito non sono riusciti a far fronte a questa incontenibile ondata di rabbia che si ? sedata solo al ripristino della corrente elettrica.
I ministri e molti deputati si sono rifugiati per un po’ di giorni all’hotel Meridien difeso dall’esercito.
Ora, da pi? di una settimana la situazione ? di nuovo apparentemente tranquilla. Tutti i quotidiani hanno pubblicato luned? scorso una lettera aperta di Karim Wade ridicola dove cerca di prendere le distanze dalla riforma del padre senza riuscirci. Wade ormai ? con le spalle al muro. Tra otto mesi scade il suo secondo e ultimo mandato.
Parlando con i senegalesi, i pi? gentili dicono di lui che ? un vecchio incapace con aspirazioni monarchiche. Va detto che di gentili in senegal ne sono rimasti pochi. Persino Aminata, la nostra responsabile del progetto di disabili, una ragazza forte e dolcissima, quando parla di wade sembra quasi voler lanciargli addosso la sua stampella. Tutti ripetono la frase “solo dichiarando l’intenzione a non presentarsi pi? per un terzo mandato (incostituzionale) e solo se rinuncier? a volerci imporre come suo successore a tutti i costi quel ladro incapace e inutile di suo figlio, nel senegal torner? la calma”. Ma questa opzione wade sembra non potersela permettere. Ndiaga mi spiega che mesi fa wade aveva cercato di designare un altro candidato del suo partito innescando un’emorragia interna e pericolosa di correnti capitanate da ministri del Pds pronti a passare all’opposizione.

Per quanto riguarda appunto l’opposizione non sembra godere di una salute migliore del governo, con tutte le sue forze politiche dilaniate dalle lotte intestine per guadagnarsi la leadership nelle imminenti elezioni presidenziali del 2012.
Intanto i giovani protagonisti delle due giornate di giugno si stanno organizzando in un movimento chiamato 23 giugno. Saranno loro i protagonisti di una nuova stagione politica sociale ed economica in senegal?
E’ presto per dirlo. Babacar scappa via per partecipare ad una riunione di un gruppo del movimento del 23 giugno. Ma prima di salutarmi mi annuncia che entro sei mesi dal giorno delle elezioni presidenziali del 2012 la corte suprema deve dichiarare se wade pu? presentarsi o meno per il suo terzo mandato (anticostituzionale).
“Se la corte suprema dar? parere affermativo” conclude babacar ” ci sar? la rivoluzione. Quella vera, per?.”

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