Medicinali e sciacalli


Ispirato da un articolo apparso luned? scorso su Walfadjri mi ero ripromesso di svolgere una piccola indagine nel fantasmagorico circuito di distribuzione dei farmaci in Senegal.

Tempo fa mi ero gi? interessato dei farmaci contraffatti e avevo gi? visitato un paio di mercati informali dove ? possibile acquistarli. A Dakar in quasi tutti i mercati di tutti i quartieri ? possibile trovare una o due bancarelle che vendono a prezzi altamente popolari aspirine, antibiotici, supposte e sciroppi, ma i fornitori all?ingrosso per tutto il Senegal si trovano a Sandaga, a Colobane e al Porto di Dakar.

Camminando verso il porto, dopo la boutique di scarpe sportive, noto a tutti come il rivenditore pi? accreditato di passaporti, si trova un grande magazzino dalle porte di ferro scrostate. All?interno, disposti su scaffali puoi trovare di tutto, scatole complete, o campioni omaggio contenenti due o tre farmaci a blister, provenienti da tutti i paesi europei. Alle pareti in fondo muri di scatoloni di cartone con scritte cinesi o indiane contengono altri farmaci. Per non insospettire i gestori del magazzino ho acquistato cinque confezioni di aspirine, di 12 pillole francesi a 1200 franchi senegalesi (1 euro e 80 centesimi). Poco lontano in una farmacia in rue Pompidou, dopo piazza Indipendance, una confezione della stessa marca di aspirina costa 1500 franchi senegalesi, vale a dire 2 euro e 30 centesimi. Il risparmio ? notevole. Peccato che le cinque scatole francesi sono scadute nel 2007 e nella prima met? dell?anno del 2008, ma si sa, il risparmio ha un costo.

A Sandaga ho un d?j? vu impressionante. Accanto al rivenditori di televisioni ?recuperate?, un delicato eufemismo per indicare gli apparecchi rubati qua e l?, si avvicina un ragazzotto che in spacciatore-style mi offre antimalarici a buon mercato. Arrivano dall?India, sembrano artmeter e la data di scadenza ? del 2009. Dov?? la gabola? Pi? tardi all?ambulatorio di Idrissa, un medico che ho conosciuto anni fa, scopro che nel mercato senegalese esistono due qualit? diverse dei farmaci indiani e cinesi, una ? distribuita nelle farmacie, l?altra nel mercati informali. Quelli a Sandaga costano 650 franchi senegalesi (1 euro), quelli nella farmacia di Oukame costano 7560 franchi senegalesi (11 euro), stessa confezione, stesso incomprensibile bugiardino in ind? e inglese approssimativo.

A Colobane trovi anche sedie a rotelle, stampelle, cateteri, provenienti da diversi ospedali europei, interi sacchi di siringhe giapponesi a met? prezzo e stranissime confezioni di cotone idrofilo gialle fosforescenti mediorientali. Qua ? pi? facile acquistare pillole singole, che ti danno al momento, avvolte in un fazzolettino di carta infilato in una bustina di plastica.

Questo commercio va a gonfie vele. In un paese con un?alta percentuale di poveri, dove l?accesso alle cure sanitarie ? praticamente proibitivo, spacciare a casaccio farmaci economici, poco importa se scaduti, inefficaci o controproducenti senza alcuna ricetta o cura, ? altamente renumerativo. Certo occorre avere un buon pelo sullo stomaco. Ma nella miseria si trovano sempre gli sciacalli ben equipaggiati.

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