Gi? fino al mare


Stamani, mezzo assonnato, esco di casa con l?idea di prendere un car rapid per andare verso l?universit?. Il cielo oggi ? strano, percorso da una miriade di nuvole che si inseguono come in un ipotetico autoscontro. Il caldo dei giorni scorsi ha lasciato il posto ad un vento fresco che soffia dall?oceano. Arrivo sulla strada asfaltata e aspetto sul ciglio insabbiato.

La strada ? in discesa. Alla mia sinistra, in basso, si trova la spiaggia di Parcelles, lunga striscia di sabbia, meta di tutti i ragazzi del quartiere impegnati in interminabili partite di football venticinque contro venticinque, porte due magliette per squadra, campo imprecisato, mentre alla mia destra, in alto, la strada prosegue verso una piccola collina dove si incrocia con tre strade, una piccola sorgente di spaventosi ingorghi verso dalle 19.00 alle 21.00.

Ad un certo punto vedo due omoni giganteschi, quasi incastrati dentro due esili sedie a rotelle, che sfrecciano ad una velocit? assurda. Sembra una gara a chi arriva prima al mare.  Poco pi? in l? un ragazzo che vende banane e chincaglierie assortite osserva la scena e sorride. Mi avvicino e con un francese arzigogolato commentiamo la strana corsa.

Chiss? chi ha vinto.

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