I Talibe di Medina


Accanto al quartiere popolare Medina di Dakar, si alza verso il cielo una piramide di acciaio e vetro, sede della Banca dei Paesi dell?Africa dell?Ovest, una costruzione imponente che trasuda opulenza e violenza. Io e Babacar passiamo davanti a questa vergogna piramidale almeno due volte al giorno e ogni volta facciamo a gara a chi trova un insulto adeguato a tanto inutile sfarzo.

Negli ultimi giorni abbiamo aggiunto un diversivo agli abituali due minuti d?odio; osserviamo l?umanit? variegata che si muove attorno alla banca per verificare quanto corrisponda al vero la teoria di Babacar, secondo la quale attorno a tutti i ?centri di potere? si affollano generalmente i pi? poveri.

A cinquanta metri, in linea d?aria, si trova una baraccopoli dove madri e bambini pestano il miglio per dieci-dodici ore al giorno (dove abbiamo attivato da tre anni un progetto di sostegno scolastico a distanza iscrivendo sedici bambini in una scuola pubblica grazie all?apporto economico di sedici italiani che si fanno carico delle spese nutrizionali e sanitarie).

Lungo tutto il muro alto tre metri che imprigiona la piramide, distanziati di due metri, maschi e femmine di diverse et?, sdraiati per terra, attendono la carit? sotto il sole infuocato.

Attraversando una rotonda, si arriva presso un caseggiato dove stazionano diverse tipologie di infermi, alcuni poliomelitici e altri ciechi. Un clima di sofferenza e di ingiustizia ammanta tutta questa zona, insolitamente (rispetto al casino abituale tipico senegalese) silenziosa. Oggi verso le 13.00 l?atmosfera cupa si ? rotta con l?arrivo di un gruppetto di una ventina di Talibe. In Senegal con la parola Talibe (vedi sotto la spiegazione) vengono indicati i bambini che, vestiti di stracci, a piedi nudi, armati di una barattolo di latta vanno in giro per strada a chiedere l?elemosina.

In pochi minuti si sono impadroniti di un androne dell?immobile riparato dall?ombra e armati di sassi hanno dato vita al pi? straordinario torneo di dama che abbia mai visto. Con un paio di gessi hanno disegnato delle scacchiere un po? oblique sull?asfalto e in gruppi di quattro hanno incominciato a sfidarsi con una rapidit? sorprendente. Una partita durava circa quindici minuti. I vincitori cambiavano dama sfidando i vincitori della dama accanto. Io e Babacar ci siamo avvicinati e abbiamo parlato con un bimbo smilzino, sconfitto al primo turno.

Seduto in equilibrio instabile sulla sua latta (vuota) ci ha spiegato che fa troppo caldo per andare a chiedere l?elemosina e che il loro marabout (vedi spiegazione) gli ha vietato di giocare a calcio (attivit? che per il caldo risulterebbe in ogni caso ancora pi? impraticabile a quest?ora). Quindi per passare le ore pi? calde del giorno hanno incominciato a giocare a dama, i Talibe pi? grandi hanno insegnato ai pi? piccoli, e ogni giorno si incontrano per un?ora di svago clandestino. Io e Babacar ce ne andiamo poco prima delle 14.00, quando in un momento raccolgono le latte e corrono verso la moschea dietro ai caseggiati per vedere se riescono a tirare su qualche soldo. Noi non diciamo niente, ma quando il nostro sguardo sbatte sulla facciata della piramide sorridiamo entrambi senza sapere bene il perch?.

Spiegazione

Il fenomeno dei Talibe ha origini ben radicate in una cultura tradizional-religiosa particolare e di seguito cercher? di spiegarla il pi? sinteticamente possibile. Nell?ambito islamico del Senegal si sono sviluppati nell?ultimo secolo dei ?personaggi? estranei a tutto il resto della ?struttura? dei paesi mussulmani. Questi signori si chiamano marabout e sono una specie di sintesi fra un himam tradizionale (la persona che guida la preghiera nella moschea) e un ?sacerdote? animista, in grado di fare amuleti (che qui si chiamano Gri gri) e di controllare le varie forze di sapore mistico animista proprie di questa regione africana. Inutile sottolineare che i marabout sono una casta privilegiata e opulenta del Senegal. Il pi? noto e famoso marabout senegalese, vissuto a cavallo fra l?800 e 900 si chiama Cheikh M?Bamba ed ? considerato dagli adepti della Confraternita (Mourid) nata dai suoi insegnamenti, quasi pi? importante di Maometto.

I marabout hanno aperto dappertutto delle scuole di corano (che si chiamano Dhaara) per insegnare ai senegalesi a leggere e a scrivere in araba e comprendere cos? le sure da recitare. Originariamente con la parola talibe si indicavano gli studenti di queste scuole di corano.

La situazione, nel corso dei tempi ? leggermente degenerata. Molte persone, per garantirsi un posto nel paradiso mussulmano, donano soldi a questi marabout, che si incaricano di intercedere le richieste presso Maometto e Allah. In mancanza di soldi (o pi? spesso per motivi di indigenza cronica) diverse famiglie hanno iniziato a ?donare? i bambini ai marabout, che nella maggioranza dei casi li utilizza per intascare soldi facendoli andare in giro a chiedere l?elemosina. La logica perversa dei marabout potrebbe essere sintetizzata cos?: ?Dato che questi bambini sono poveri e i loro genitori non possono mantenerli io gli offro un posto dove vivere (la dhaara), un istruzione (la scuola coranica) e gli insegno a domandare l?elemosina perch? se sono nati poveri, poveri resteranno tutta la vita. L?effetto di questa logica, sommata ad un?inesistente politica di controllo delle nascite e alle condizioni di indigenza e povert? in cui versa la popolazione fa si che molti genitori, con famiglie numerose si trovano costretti a lasciare il loro figlio nelle mani del marabout. Quando il bambino ? fortunato vive in condizioni inaccettabili (mancanza di un?istruzione reale, mancanza di condizioni igieniche e sanitarie minime) per diversi anni in balia del marabout che fissa giornalmente obbiettivi economici di elemosina (il mancato conseguimento ? fonte di punizioni corporali, per non dire proprio botte) e se sopravvive a tutto ci? pu? fare ritorno a casa dei suoi genitori.

Ma il tasso di mortalit? fra i talibe ? elevatissimo. Vere statistiche non esistono e il fenomeno, che si sviluppa sotto gli occhi di tutti, continua a crescere senza che, per ora, nessuna istituzione o organizzazione intervenga per arrestare questo sfruttamento. Farlo equivarrebbe a mettere in discussione il potere dei marabout e tanto per dare un?idea, quando l?attuale presidente della repubblica Senegalese Wade ha vinto le elezioni presidenziali nel 2000, a poche ore dalla vittoria si ? recato dal marabout dei Mourid a rendere supinamente omaggio.

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