Il caso Sonko innesca proteste e repressione in tutto il Senegal

Può un’inchiesta giudiziaria ad Ousmane Sonko, leader del partito dell’opposizione Pastef-Les Patriotes, accusato di stupro e minacce di morte ad una massaggiatrice all’inizio di febbraio 2021, mettere a dura prova la tenuta democratica della Repubblica del Senegal, scatenando ondate di scontri, manifestazioni, arresti, morti, saccheggi e devastazioni incontrollate?

Pare di sì. Gli ingredienti principali della miscela esplosiva c’erano tutti: da una parte, il presidente Macky Sall, al suo secondo mandato, impegnato da tempo ad azzerare la debole opposizione politica con prassi già collaudate: fagocitare i leader politici dell’opposizione in cambio di posti nell’organico elastico al potere o inchiodarli attraverso provvedimenti giudiziari, magari legittimi nella forma, ma opportunamente indirizzati a colpire solo i competitor più pericolosi, emblematico il caso dell’ex sindaco di Dakar Khalifa Sall, lasciando tanti altri esponenti, potenzialmente ugualmente perseguibili, nell’impunità.

Dall’altro lato, Ousmane Sonko, ex direttore dell’ufficio centrale dell’imposte, originario della Casamance, il più giovane candidato alle elezioni presidenziali del 2019 con il suo partito Pastef-Les Patriotes, un politico ambizioso che ha costruito in poco tempo una forza di opposizione ampia, populista e molto seguita dai giovani, accusato di un crimine infame ed infamante, ammesso che sia vero. Il dubbio, vista la velocità record con cui l’Assemblea Nazionale ha revocato la sua immunità parlamentare, potrebbe essere più che legittimo, visti i precedenti.

In mezzo tutto il Senegal, stritolato da una crisi economica senza precedenti aggravata dalla pandemia Covid-19, che ha messo in ginocchio soprattutto la generazione dei giovani, con un aumento esponenziale della disoccupazione e della disperazione.

In meno di un mese, tutte le città del paese sono diventate teatro di duri confronti tra i supporter di Ousmane Sonko, che ha trasformato da subito l’accusa di stupro e minacce di morte in un complotto ordito da Macky Sall per estrometterlo ingiustamente dalla vita politica, al pari di un golpe antidemocratico, e le forze dell’ordine in tenuta antisommossa. Da ieri (mercoledì 3/3/2021) la situazione già compromessa è degenerata ulteriormente con l’arresto di Ousmane Sonko. La violenza si è scatenata ed ormai risulta difficile distinguere tra manifestanti e provocatori impegnati a bloccare le strade o a distruggere le stazioni Total o i centri commerciali Auchan (simboli iconici della presenza francese, associati al governo di Macky Sall). Domani mattina è prevista la prima udienza nel tribunale e tutti prevedono un’altra giornata di fuoco.

Maurizio Polenghi in collaborazione con S.D. – T.D. – A.S.

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